Le tre identità del matrimonio africano: civile, tradizionale o cristiano

Le tre identità del matrimonio africano: civile, tradizionale o cristiano

Quella sudafricana, anche se oggi è nota come la più civilizzata di tutto il continente, come civiltà mantiene e conserva le usanze di una cultura che coinvolge tutte le regioni dell’Africa. Il matrimonio africano, fondamento della resistenza comunitaria, vede i suoi preparativi in largo anticipo: i ragazzi spesso si conoscono stabilendo a priori la loro unione; altre volte il ragazzo cordialmente chiede ai genitori di cercare per lui una ragazza che possa diventare la sua coniuge, già dai 16 anni. Un’usanza del tutto strana per gli Europei, ma che in Sudafrica finisce con il poter avere tre identità che gli occidentali conoscono abbastanza bene: tradizionale, Civile e cristiano, quest’ultimo solo per i credenti. Tra la prima e la seconda identità passano all’incirca due giorni come anche due mesi, mentre l’identità cristiana viene più velocemente celebrata in chiesa e passa solitamente una settimana dalla convalida delle nozze. Il matrimonio tradizionale vede protagonisti le rispettive famiglie, che portano la lista di doni scritti ai futuri suoceri; il matrimonio civile invece si svolge di mattina e, chi ha intenzione di proseguire con il rito cristiano, il matrimonio si conclude con un buon pasto tra parenti e amici.

La richiesta dello sposo

Dopo la scelta del proprio coniuge, prima di arrivare sull’altare, bisogna superare un incontro chiamato “bussare alla porta”, nel quale il padre dello sposo dona la propria dote alla futura sposa, quindi gli porge una lista completa dei suoi beni. I regali infatti non sono destinati alla nascita del nucleo familiare, ma saranno una ricompensa per i genitori e i parenti della sposa, il ché è veramente bizzarro per gli europei. Durante questa visita, la moglie beve in compagnia dello sposo un bicchiere di vino di Raphia, mentre i padri mangiano in segno di unioni noci di Kola. Questo rito, all’interno delle tradizioni sudafricane, è molto importante, perché sancisce un legame di cui si da piena garanzia.

L’incontro tra i coniugi

Il primo sguardo non si dimentica mai, soprattutto tra le famiglie dello sposo e della sposa in Sudafrica. La tradizione vuole che il padre dello sposo domandi in modo del tutto implicito al padre della futura coniuge, se è possibile che suo figlio possa ottenere la mano della loro figlia. Le frasi che vengono scambiate sono altamente simboliche e rispondo ad un codice che ha bisogno della sua leggenda: se la risposta è affermativa allora alla richiesta si risponde “Ho visto dei bei fiori nel tuo giardino, vorrei prendermene un po’ per arricchire il mio”. Da lì in poi si avviano i preparativi delle nozze, le quali avranno una lunga durata sul piano dei festeggiamenti. Alla luce di quanto raccontato, visita il sito traveldesign.it e scopri quanto potrebbe essere suggestivo pensare come meta, per il proprio viaggio di nozze, il Sudafrica: scoprire nuove tradizioni legate al matrimonio e differenti codici comportamentali, renderà la vostra esperienza di viaggio più unica che rara.

Claudio

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