Capri, alla scoperta del suo cimitero acattolico

Capri, alla scoperta del suo cimitero acattolico

I professionisti delle pompe funebri a Roma o in altre località, come ad esempio quelli della Cattolica San Lorenzo nella Capitale ad esempio, sono abituati a svolgere il loro lavoro vedendo diversi ambienti e tombe, anche suggestivi ma solitamente sempre più o meno simili tra loro. Tuttavia, vi sono luoghi sacri in cui sembra che la morte sia più lieve e quasi poterla contemplare con una certa serenità, circondata da una natura affascinante.

Questo è il caso del cimitero acattolico di Capri. Un luogo che non presenta particolari e rilevanti bellezze architettoniche o stilistiche, ma che tuttavia colpisce per la magnificenza del paesaggio e dell’ambiente in cui è immerso. Un camposanto piccolo ma suggestivo che non poteva non trovarsi in una delle località più belle e affascinanti del nostro Paese, meta di turisti provenienti da tutto il mondo, Capri appunto.

La storia di questo sito

Nel XIX° secolo la piccola isola di Capri è divenuta gradualmente meta privilegiata di villeggiatura di tantissime persone, soprattutto stranieri. Gente comune ma anche intellettuali ed artisti che si innamoravano non solo della bellezza naturale e del clima del luogo ma anche della vivacità culturale e considerevole tolleranza nei confronti di idee ed orientamenti politici differenti presenti su quest’isola campana.

Tuttavia, nel corso del tempo si pose la questione di dove poter far riposare le spoglie di queste persone non cattoliche, che avevano deciso di vivere in maniera stabile e di morire anche sull’isola. Da qui, la decisione nel 1878 da parte dei britannici George Hayward e James Talmage White, assieme ad altri connazionali e personalità tedesche, di realizzare un piccolo cimitero.

Un luogo di sepoltura internazionale

Nel corso del tempo tale area si ampliò per continuare ad ospitare le spoglie dei tanti personaggi noti e meno noti che avevano abitato a Capri. Al momento, si contano poco più di 200 tombe di intellettuali ed artisti provenienti da diverse parti del mondo, ma soprattutto Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Germania e Russia.

Tra questi, vi possiamo trovare il poeta e barone francese Jacques Fersen, lo scrittore britannico Norman Douglas e la cantante sua connazionale Gracie Fields, il pittore italo-americano Charles Coleman, il regista teatrale francese Camille Du Locle ed il biologo e filosofo estone Jakob von Uexkull.

Questa varietà di origini e personalità si evidenzia nella moltitudine di tombe e strutture funebri con iscrizioni in lingue differenti, ma che esaltano soprattutto la diversità di culture e religioni. Un sito particolare che mostra come Capri sia sempre stata un’isola unica per tolleranza e rispetto, sia nella vita che nella morte. Il tutto circondato da una splendida natura e da paesaggi mozzafiato, che si possono contemplare ed ammirare in tutto il loro fascino.

Claudio

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